L’effetto speciale
La comodità ci ha dato accesso illimitato, ma ha ridotto la meraviglia. Il vero effetto speciale è lo spazio che interrompe la norma e fa riemergere la tecnica dell’emozione.
Esselunga osserva, ma non abilita
Uno spot corretto e perfettamente allineato al brand. Ma quando la coerenza diventa un limite, il rischio è quello di raccontare senza incidere.
Leggere teatro
Anche le dimensioni di un testo teatrale, a dirla tutta, sono quelle di uno smartphone. Pure più leggero, in uno scroll di infinita immaginazione.
Musoduro
Fermo restando che penso che Pennac apprezzi di più la copertina di Salani. Ma l’ingiustizia editoriale mi risultava intollerabile.
Monsieur Pelicot
Ascoltare questa intervista, oggi, dovrebbe essere per ogni uomo un dovere morale. Non per senso di colpa, ma sicuramente per senso di responsabilità storica.
A volto scoperto.
Il muscolo cavo
Come se potessi fare a meno delle braccia che non lo stanno sollevando, delle spalle che non lo stanno trasportando, delle gambe che non lo stanno rincorrendo.
Nel guscio
La tavola era apparecchiata con ottime opportunità, ma si é scelto di giochicchiare con le briciole.
Il buon giallo
È nella scelta di infastidire proprio in ultima battuta il lettore, piuttosto che soddisfarlo, che risiede la grandezza della Promessa di Dürrenmatt.
La fine della nostalgia
Eliminata dunque la possibilità di eclissarsi, scongiurata l’opzione di non rivedersi, ci tocca anche sopportarci dopo l’estrema unzione.
I Maestri
È la storia di un entusiasmo che nasceva dal basso, di palpitante solidarietà umana che non durava il tempo di un post, ma che conosceva la progettualità di un mondo migliore.
Troppo tardi
Come le grandi fatiche di vita, una volta superate si dimenticano. Ma quando ci si é nel mezzo sembrano non finire mai.
Il sapore della ciliegia
Non fu un ragionamento, né una rivelazione improvvisa, a fermarlo. Fu un sapore, alcuni frutti raccolti da un albero.
Ben ci sta
La pubblicità, se perde l’occasione di brillare in poche ricorrenze annuali, si rivela per quello che infondo è sempre stata: un artificio di vendita.
Turbolenze
Come ogni grande autore, anche Szalay ha centrato il cuore di un messaggio universale — con estrema precisione e spietatezza: la turbolenza siamo noi.
Strangers In The Night
Ci sono canzoni che annullano per un istante la distanza di sicurezza che teniamo tra chi ci sfiora, persistendo nel nostro anonimato.
Dove andiamo, Sīrat?
Non sono proprio 115 minuti buttati al vento. É che davvero non ho capito che tipo di viaggio Laxe avesse in mente. O forse sì.
Lettera di una sconosciuta
Ci sono amori troppi grandi, ingombranti a tal punto da fare il giro di boa e trasformarsi in grottesco feticismo dell’amore.
Sparito
Ci sono isole abbastanza remote, buker sufficientemente vivibili, plastiche maxillofacciali tanto minuziose?
Archivio d’infanzia
Che vuoto certi autori riescono a scarnire, nell’abisso di tutte le pagine che non scriveranno più.
Jeffrey Ebbasta
Epstein non sarà per Trump quello che l’evasione è stata per Al Capone, come le cene eleganti e il Bunga Bunga non sono stati la tomba di Silvio Berlusconi.